Un giovane scrittore emigrato a Londra – Intervista a Gaetano Barreca

21 feb

Intervista di Stefy Blood per The Freak e  Formiche.net

Perché un ragazzo di trent’anni sceglie di lasciare il suo Paese d’origine e di iniziare una nuova vita all’estero? Perché lasciare gli affetti, abituarsi ad una nuova cultura e dover imparare una nuova lingua? Sicuramente non è semplice.  Eppure troviamo sparsi per il mondo e per l’europa chi quella sceltà l’ha fatta senza pensarci due volte e si è messo in gioco, partendo per il puro e semplice piacere di partire.  In periodi come questo però, è sempre più frequente ascoltare storie di ragazzi che partono per necessità. Trovare un lavoro qui in Italia sembra quasi diventata una missione impossibile e allora si cerca una via d’uscita, si pensa a nuove prospettive e si va via, dove i sogni possono diventare ancora realtà. E’ questa la storia di Gaetano, giovane scrittore, emigrato a Londra ormai da qualche anno. 

Intervista a cura di Stefy Blood

Gaetano Barreca lo scrittore italiano emigrato all’estero. Come mai questa scelta?

 Ho trentadue anni di vita da raccontarti, posso iniziare con C’era una volta?

Ho avuto la fortuna di crescere in Calabria, in un uno dei quartieri che oltre ai tanti problemi storici ancora stava cercando di farsi una ragione alle violenze subite dallo Stato nella rivolta di Reggio degli anni ’70.

Un ambiente culturale che viveva del concetto di sopravvivenza, in cui devi essere forte, cattivo e far di tutto per non essere soggetto alle influenze criminali. Dove il bene e il male erano decisi dalla parrocchia e dai mafiosi, o i politici che strumentalizzavano la guerra tra lo stato e i suoi cittadini. Essere uomo sembrava il sinonimo di persona dura, buona ma che non doveva esprimere alcun sentimento di debolezza. È stata un’educazione un po’ dura ed io, bimbo ingenuo che non aveva vissuto quel clima, ero incapace di capire la ristrettezza mentale, dovuta alla paura, e quindi un grande ribelle. Non una testa calda, intendiamoci, ma sentivo che il mio mondo interiore, i miei pensieri cozzavano troppo con le aspettative di vita che ci erano state date. È stato tutto difficile ma molto, molto interessante. Grazie a Dio, oggi le cose sono diverse e tutto questo è stato ottimo materiale d’ispirazione per i miei scritti.

L’Università mi ha dato la possibiltià di vivere fuori casa, a Perugia come studente lavoratore. Un’esperienza che oltre a “tarallucci e vino” mi ha fatto comprendere che “essere figlio di…” è un passaporto versatile che funziona in tutta Italia. Ero stato educato dalla tv, dalla scuola e da “quel che si diceva”, che al di là del Sud regnavano onestà e meritocrazia. Sarebbe stato lì il futuro delle generazioni venture. Sulla mia pelle, ho scoperto che tutto ciò era una grande e bella bufala, e soprattutto che ogni cultura va conosciuta e rispettata.

Ventinove anni, una laurea in Storia dell’Arte e Archeologia ottenuta con amore e grandi sacrifici, onore e gloria per un progetto di scavo a Pompei, ma nemmeno un centesimo in tasca, mi hanno indotto a riflettere sull’ambiente culturale moribondo che mi circondava.

In più, come scrittore nutrivo la necessità di reinventarmi, vivere di emozioni, confrontarmi e mettermi in discussione rapportandomi con altre culture. Dopo aver viaggiato un po’ per l’Europa ho scelto Londra, la capitale che consente ancora ai sogni di diventare realtà, dove la meritocrazia esiste davvero.

Insomma, la mia crisi dei trent’anni, che ha permesso la scrittura del Martini Bias Crime, mi aveva condotto a cercare il benessere fuori dal mio piccolo mondo. Soprattutto, era arrivato il momento di capire e avere il coraggio di essere consapevole che Gaetano aveva bisogno di concedersi un’altra opportunità di vita. Alla faccia di chi dice che a trent’anni sei vecchio! È per questo che Calabria Ora mi ha dedicato un’intera pagina del suo giornale definendomi “Lo scrittore di rinnovata giovinezza”.

Pensi che Londra possa darti maggiori possibilità rispetto all’Italia?

Decisamente si! Quando sono arrivato in Gran Bretagna non sapevo dire nemmeno grazie, eppure mi hanno assunto per lavorare come cameriere nel caffè della Courtauld Gallery, un museo impressionista meraviglioso. Sapevo che qui avrei potuto usare la mia laurea e l’amore per l’arte. Cosi, dopo nemmeno un anno e mezzo di vita nel regno di Elisabetta II, ho iniziato la mia esperienza di volontariato all’Estorick Collection of Modern Italian Art, come assistente di galleria.

Ho voluto seguire il percorso lavorativo nell’ambiente dei musei per entrare in contatto con il mondo dell’arte che mi è caro e “infiltrarmi dai bassifondi”, se cosi possiamo definirli. Ho da poco iniziato a lavorare nel reparto commerciale del British Museum e  una volta a settimana vorrei alternare il giorno di volontariato all’Estorickcon quello al museo ebraico di Londra.

Le opportunità sorgono cercando di creare connessioni, esperienze ed entrando in contatto con diverse culture.

In Italia, un Paese così ricco di storia e incredibili monumenti questo non è purtroppo possibile. Ho provato a mettermi in contatto con comuni e musei, ma ho trovato solo muri e apatie. Da non sottovalutare in questo percorso l’incontro con i soliti figli di papà che vivono il lavoro senza entusiasmo, e riescono soltanto a pavoneggiarsi di quel che fanno e dello stipendio che percepiscono. Beati loro che si accontentano, ma una vita senza emozioni per me non vale la pena di esser vissuta.

Possibilità per tutti?

Prima di assumerti in Inghilterra ti chiedono il colore della pelle, la tua religione, e l’orientamento sessuale (se vuoi rispondere), in modo da garantire la totale adeguatezza del posto di lavoro alle necessità di ognuno. Nel curriculum non è mai richiesto dichiarare l’età del candidato, infatti questa sarebbe discriminazione sociale e limitazione del diritto al lavoro. Nel Centro Italia la mia esperienza lavorativa è stata per lo più fatta di contratti falsi o di apprendistato che limitano in modo ridicolo il potere d’acquisto dei giovani, una cosa del tutto sbagliata considerando che i giovani dovrebbero essere il traino per l’economia del paese e su cui si dovrebbe puntare. Puoi dunque presumere che tutti hanno la loro opportunità lavorativa e qui a trent’anni sei nel pieno delle tue facoltà mentali e artistiche, nella nostra repubblica solo carne da macello.

Permettimi la parola ardita, il mondo del lavoro in Italia è un porcaio!

… Ed anche per la scrittura?

 Mentre gli italiani sono un popolo di scrittori e sognatori, gli inglesi sono un popolo di lettori e banchieri. Li vedi incravattati a leggere ovunque e in qualunque momento della giornata. La mattina prima dell’apertura delle biblioteche trovi persino la coda. Come scrittore italiano che tratta problemi sociali, posso affermare che ciò che scrivo piace. Mafia, diversità e corruzione sociale nel nostro piccolo mondo antico, un mix che fa impazzire il popolo britannico. Sto traducendo il mio ultimo romanzo “Inquietudini di Cera”, che spero di vedere presto tra le mani dei passeggeri della metro e i bus di Londra.

Quanti e quali libri hai già scritto?

 Tre romanzi e un libro di favole con altri autori. L’amuleto dell’essere, Martini Bias Crime, Inquietudini di Cera e Favole Racconti e Dintorni.

Cambia il modo di scrivere con il passare del tempo?

 Inquietudini di Cera è una rivisitazione più matura e aggiornata del primo romanzo L’amuleto dell’Essere. Lo stile e quello che hai da dire cambia, cresce e si evolve. Essere scrittore è una carriera, un bambino da crescere in seno, è un incredibile viaggio alla ricerca di sensazioni e parole. Sono uno scrittore indipendente e quindi libero di esprimermi e, dopo aver affrontare la crisi post adolescenziale, la mia scrittura è concentrata sulla passata crisi dei trent’anni.

Uno dei tuoi ultimi progetti è “Favole Racconti e Dintorni”, dicci qualcosa a riguardo. Si può ancora stupire un bambino nell’era dei video-giochi e del PC?

Assolutamente si! Le storie e i videogiochi si compensano, sono elementi separati e distinti. L’11 dicembre 2011 insieme agli Autori da Favola (un gruppo di dieci scrittori scelti per questo progetto) abbiamo presentato a Magenta -Milano- il nostro libro. Spegnendo la candelina per il primo anno di collaborazione, abbiamo indetto un concorso per bambini “Disegna il personaggio preferito”. È stata un’esperienza magnifica vedere i piccoli artisti di svariate età applicarsi con entusiasmo tra fogli e matite colorate mentre leggevamo le favole. Emozioni uniche, edite per trasmettere alle nuove generazioni, l’insegnamento delle cinque educazioni: Autonomia, Democrazia, Ambiente, Alimentazione e Mondialità.

Progetti per il futuro?

Ho da poco concluso le sedute del giovedì sera con Luciano, il mio terapeuta. Avere un amico psicologo, per uno che scrive di narrativa introspettiva, equivale ad andare a fare la spesa al supermercato. Ho un anno di appunti e emozioni che mi aspettano da revisionare. Un lavoro che non mi impegnerà molto e quindi spero di presentare il terzo capitolo dei Poeti di Cera entro l’anno. Soprattutto, e voglio aggiungere un “Finalmente!”, tradurre Inquietudini di Cera in inglese. E già c’è un nuovo gruppo segreto creato su facebook per scrivere una nuova e interessante raccolta di storie che sarà pubblicata a fine anno.

Dove possiamo seguirti?

Il personale da scrittore, dove parlo di cultura e miei punti di vista:

http://www.gaetanobarreca.com

Uno dedicato ai Poeti di Cera:

http://www.alessandromartini.wordpress.com

e al grido di Siete Pronti a Tornare bambini, il blog degli Autori da Favola:

http://www.favoleedintorni.wordpress.com

Anche la follia merita i suoi applausi

10 gen

Un meraviglioso omaggio alla grande poetessa italiana. Un’intervista genuina, interessante e sentita dove la Merini racconta l’ umanità della donna che è stata capace, nella sua vita e nei suoi versi, di condividere e emozionare il mondo con strofe d’amore, follia, sofferenza e realtà.


“Spesso ripeto sottovoce
che si deve vivere di ricordi solo
quando mi sono rimasti pochi giorni.
Quello che è passato
è come se non ci fosse mai stato.
Il passato è un laccio che
stringe la gola alla mia mente
e toglie energie per affrontare il mio presente.
Il passato è solo fumo
di chi non ha vissuto.
Quello che ho già visto
non conta più niente.
Il passato ed il futuro
non sono realtà ma solo effimere illusioni.
Devo liberarmi del tempo
e vivere il presente giacché non esiste altro tempo
che questo meraviglioso istante.”


Alda Merini

 

Sito web:

http://www.aldamerini.it/

Londra non dimentica! 7/7/2005

6 gen

La visita al Museum of London, per testare l’ambiente alla ricerca di un nuovo posto di lavoro, si è conclusa in lacrime. Felice ed entusiasta del meraviglioso museo, che ripercorre la storia di Londra dalla preistoria ai giorni nostri, mi sono ritrovato di fronte allo spazio commemorativo per le vittime del 7 luglio 2005.

Londra non dimentica quel maledetto giorno in cui molti hanno perso la vita, senza senso, solo tanta rabbia! Un libro fotografico a disposizione dei visitatori al museo, mostrava le foto e le storie di vita dei ragazzi, dei bambini, degli uomini e le donne che in quel bastardo giorno sono esplosi insieme alla metropolitana e al bus. Ne razza, ne religione… il mondo era coinvolto, il mondo, l’animo del mondo è stato squarciato!

Wikipedia cosi riporta l’attacco terroristico di quel giorno:

Gli attentati del 7 luglio 2005 a Londra furono una serie di esplosioni causate da attentatori suicidi che colpirono il sistema di trasporti pubblici della capitale britannica durante l’ora di punta, mentre molte persone si recavano al lavoro. Tre treni della Metropolitanafurono colpiti quasi contemporaneamente e dopo poco meno di un’ora esplose un autobus. Gli attacchi causarono 52 morti, inclusi gli attentatori, e circa 700 feriti (di cui un centinaio ricoverati in ospedale).

Gli attentati portarono alla chiusura completa della rete metropolitana londinese per alcuni giorni, al blocco di molte strade circostanti le stazioni colpite, e alla sospensione delle corse degli autobus nella zona centrale per gran parte del giorno.

Gli investigatori in seguito identificarono in quattro uomini, deceduti, i responsabili degli attacchi. Secondo un articolo del The Guardian si ipotizza che gli attentatori abbiano agito da soli, con un budget ristretto, nonostante Al Qaida ne abbia rivendicato la responsabilità.[1]

L’attentato avvenne proprio mentre nel Regno Unito, nei pressi di Edimburgo si stava tenendo il 31° vertice del G8; inoltre, il giorno precedente era stata festeggiata la scelta di Londra come sede delle Olimpiadi del 2012.

Il 21 luglio 2005 si verificò una seconda serie di quattro esplosioni su convogli della metropolitana di Londra e su un autobus. Esplosero solo i detonatori e non le cariche e non ci furono vittime; gli attentatori, dopo i malfunzionamenti degli ordigni fuggirono ma furono in seguito tutti arrestati.

Per continuare a leggere cliccate il link di seguito riportato!

http://it.wikipedia.org/wiki/Attentati_del_7_luglio_2005_a_Londra#Foto

La nascita del romanzo secondo De Carlo

5 gen
Stavo riguardando su facebook le timide foto della presentazione del mio primo romanzo. Nel 2008 esordivo al pubblico come scrittore e,  assodato che il mio modo di scrittura introspettiva piace, la paura ha lasciato il posto a un mare di tranquillità, capiterà che mi vedrete stravaccato sulla sedia a farmi gli affari miei, così come è stato per l’intervista su Trs radio.
E’ il rapporto autore lettore che mi piace, uno scambio vicendevole e di improvvisata amicizia. Sono situazioni ormai colloquiali, un momento da condividere per stare bene.
Cosa vuol dire essere Romanziere e autore?
Andrea De Carlo in questo video ci parla della sua esperienza e dell’affascinante mondo della scrittura, dell’essere romanziere e di tutte le conseguenze che esso apporta.
-Andrea De Carlo nasce a Milano nel 1952. Dopo la laurea in Storia Contemporanea, comincia a viaggiare molto per gli Stati Uniti, prima di stabilirsi in Australia e ritornare successivamente in Italia.-

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Maurizio Cattelan, le immagini genialmente sacrileghe!

4 gen

L’artista padovano che lavora tra Milano e New York è il mio nuovo mito!

Fate vivere a un cattolico di educazione il suo massimo splendore nel bigottismo familiare. Fatelo crescere, affrontare la vita e raccontategli da Uomo Libero d’amare e di pensare una banale storiella servendogli  da mangiare una minestra scaldata.

“Adamo ed Eva mangiano la mela e tu sei un peccatore.”

Il peccato originale non esiste, la Chiesa si è intromessa tra Dio e Uomo creando negli esseri umani, che gli hanno dato ascolto, sensi di colpe e imperdonabili punizioni divine. Dio è amore, un mistero inspiegabile e allora, perchè il Papa teologo (teologia= studio di uomini presuntuosi che credono di conoscere Dio) decide le sue leggi?

Capisco… sarà un’altro Mistero della Fede!!!



«
 Maurizio Cattelan gioca a tira e molla con le icone della storia dell’arte, della religione e della politica nelle sue sculture, che hanno l’imprevedibilità del Dadaismo, l’immediatezza del Pop e la “viscosità” della migliore pubblicità[1] »
(Emily Stokes)

L’Italia che mi piace, Kindle fa il botto: più di 4 milioni di pezzi venduti a Natale!

4 gen

Se la smettessimo di credere all’uomo nero e ai comunisti che mangiano i bambini, l’Italia sarebbe il paese con il popolo più bello del mondo.

Permettetemi un insulto! Vorrei dare del deficiente a chi oltre a giudicare lo sviluppo tecnologico non si informa.

Il Kindle è un aggeggio elettronico, che si affianca e non mette in discussione il libro cartaceo, in grado di portare al suo interno una biblioteca di 1500 testi. Finalmente in Italia, Amazon ha venduto questo natale oltre 4 milioni di Kindle venduti nel mondo soltanto durante il periodo natalizio.

Dati che aprono di fatto la strada ad un anno in cui l’editoria digitale e gli ebook saranno sicuramente protagonisti, se è vero che al primo e al quarto posto della classifica degli ebook più venduti nel 2011 ci sono due autori indipendenti, a ulteriore dimostrazione dell’effetto dirompente che il self-publishing sta avendo sul mondo editoriale.

Potevo mancare io? Assolutamente no! :)

La notte dei fuochi a Londra, New Years Eve 2012

1 gen

Anche quest’anno gente proveniente da tutto il mondo, di tutte le nazionalità e anche gli extraterrestri, si sono ritrovati sulle sponde del Tamigi per aspettare il nuovo anno. Il Thames, come lo chiamo gli inglesi, era stracolmo di gente. Ogni singolo ponte della capitale inglese era invaso nell’attesa dello spettacolo di fuochi più bello e suggestivo del mondo già dalle 8 della sera.

Proprio in questa notte magica sono diventato Autore dell’anno 2011 del sito letterario Il Romanziere. Grazie a chi ha letto i miei libri e a chi mi sta accompagnando in questo fantastico viaggio verso il successo.

Buon anno a tutti!!!

2011 in review

1 gen

WordPress.com ha preparato una relazione annuale 2011 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un tram di San Francisco tiene 60 persone. Questo blog è stato visto circa 3,100 volte nel 2011. Se si trattasse di una funivia, ci vorrebberocirca 52 viaggi per portare molte persone.

Clicca qui per vedere il report completo.

 

Natale all’inglese 2011

26 dic

Londra 24 dicembre 2011

Dimenticate la vanità del bel presepe di casa, a Londra si è orgogliosi del proprio albero di natale e caminetto accesso su cui poter esporre le cartoline delle feste ricevute già dalla prima settimana di dicembre. I Crackers? non possono mancare! Box a forma di caramelle da “scoppiare” con il proprio vicino a tavola, al suo interno si trova una corona di carta, uno stupido gioco e un indovinello. Il tacchino di natale? Un’esperienza di vita! :)

Guardate un po come Mr. Bean organizza il suo natale all’inglese|

The Queens speech, il discorso natalizio del 1957!

25 dic

Londra, 25 dicembre 2011

Conclusa la mia cena natalizia con una famiglia ebrea, dopo aver divorato con gusto il tradizionale tacchino e il pudding natalizio, mi sono messo a sbirciare su internet alla ricerca del messaggio che ogni anno sua Maestà invia alla nazione.

Guardate un pò che ho tirato fuori dal cilindro?

1957, il suo primo discorso natalizio!

Ancora più strabiliante è ascoltare l’allora bambina Elizabeth e la sorella Margaret, nel 1940, che parlano dai microfoni della BBC radio durante la seconda guerra mondiale.

Discorso tenuto per dare conforto ai bambini, così come fece suo padre con il suo popolo!

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